“Tu dicevi che non ero facile da amare, troppo difficile decifrare i miei segnali, troppo severa con me stessa e gli altri, troppo attenta ai dettagli, dipendente dalle emozioni, schiava della memoria. Tu dicevi che non ero facile da amare e ci amavamo a modo nostro, distratto, doloroso, ironico, inconcludente, carnale, fino a quando hai preferito la fuga, l’altrove, gli altri e poi è passato il tempo e i ritorni erano sempre meno belli, sempre più distanti. Sono giunta alla conclusione di non essere facile, ma non come dicevi tu. Non escludo, non cancello, non lascio niente alle spalle, trascino tutto dietro. Ho una carovana di emozioni sulle spalle. Sapessi come pesa. E non lo sai. Perché non ritorni più. Il giorno che lo rifarai ci sarà ancora posto, ma forse non il posto che avresti voluto. Non sono facile, però ho qualcuno che mi chiede come sto quando sono giù, che beve una birra alla mia salute, che mi dice ce la puoi fare. Non sei più tu e chissà dove sei adesso, cosa fai, che libri leggi, che musica ascolti. Non sono facile, ma ho capito che è il mio grande pregio. Sono come un rebus. Torna pure, se vuoi. Magari, stavolta, avrai la soluzione.”—
(via scrivichetipassa)
62 notes (via parolenascoste & scrivichetipassa)
Ps: la fonte e’ Dania, grazie a chi mi ha fatto notate che mancava….
“Tu dicevi che non ero facile da amare, troppo difficile decifrare i miei segnali, troppo severa con me stessa e gli...
Non sono facile, devo ancora accettare che è il mio grande pregio.
O forse la soluzione non la troverai mai. Finiremo per essere solo un lontano ricordo da raccontare a qualcuno.